Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/424

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castigo ancora si può far uso della pietà particolare, quando, per esempio, un Giudice è fornito di quella bontà di cuore, che è naturale in V. E.

Poco ci vuole a consolare un afflitto, a confortare uno sfor- tunato. I rei talvolta tremano più alla vista di un Giudice aspro, inumano, che a quella della pena che han meritato. I condan- nati benedicono la dolcezza di chi li condanna, e gli assoluti si lamentano di chi li ha maltrattati. Quindi è, che nessuno è par- tito dal di Lei Tribunale malcontento, che i buoni hanno lodato la di Lei giustizia, ed i rei hanno confessata la di Lei pietà. Queste due virtù, che trionfano in un Magistrato, trovano luogo ancora da esercitarsi in particolare. La giustizia prende il nome di retto giudizio, di talento quadrato, di cognizione perfetta; e la pietà prende quello di affetto, di compassione, di attaccamento, di protezione. Farmi che Vostra Eccellenza abbia voluto usar meco abbondantemente di questi due attributi. Col primo ella mi ha amato e protetto ; col secondo ella mi ha illuminato e cor- retto, e ne ho riportato da tutti e due onore e profìtto.

Nel rinnovellare adunque V edizione delle mie Opere, supplisco non solamente alla primiera intenzione, ma valgami dell’ occasione per supplicarla di continuarmi, lontano ( ’ ), quella bontà e quella pro- tezione che si è degnata usarmi dappresso, e permettermi ch’io possa gloriarmi sempre di essere, quale con profondo ossequio mi dico

Di V. E.

Vostro Deootiss. Obbligatiss. Servitore Carlo Goldoni.

(I) Si ricordi che l’autore trovava-i in Francia fin dall’anno 1762.