Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/561

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ATTO SECONDO.

SCENA PRIMA.

Camera di Rosaura. ROSAUE sola. Va crescendo il mio affanno, e m’avvicino alla morte. Ma che! Dovrò morire senza almeno parlare? Perchè non svelo a Pancrazio il mio cuore? Perchè non gli confido l’amor mio per Ottavio suo figlio? Può darsi ch’ei, come uomo vecchio e saggio, trovi rimedio al mio male, e gli riesca di salvar me, suo figlio e r interesse comune. Ma Ottavio mi ha imposto di non parlare. Pancrazio, sapendo i nostri amori, concepirà dell’odio per tutti due; e trovando in suo figlio un rivale, lo priverà della sua grazia, e forse forse della sua eredità. No, no, si taccia; e non si aggiunga a tanti altri miei mali il rossore di aver pregiudicato al mio bene.