Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/83

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ATTO TERZO.

SCENA PRIMA.

^amera m casa di?. emcrazio, con lumi. Florindo e Ottavio.

Ottavio. Avete saputa la nuova? Lelio non si trova più. Intimorito di suo padre, è fuggito, e non si sa dove siasi ritirato.

Florindo. Suo danno. Vuol vivere a modo suo; non si vuole unir con noi.

Ottavio. Ma se si scoprono le cose nostre, per noi come anderà?

Florindo. Eh! non dubitate. Mia madre aggiusterà tutto.

Ottavio. (Solita lusinga de’ figli. Si fidano alla madre), (da sé)

Florindo. Ma io, signor maestro, ho da dare a voi una nuova molto più bella.

Ottavio. Sì? ditemela, che avrò piacere.

Florindo. Sapete che io son fatto lo sposo?