Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1909, IV.djvu/206

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doppie compreremo un anello, e a lei lo manderemo fino a Livorno.

Eleonora. Fate quello credete meglio, purchè si salvi il nostro decoro.

Clarice. Tutto si faccia, per la riputazione del nostro nome.

Ottavio. Questo è il vero puntiglio. Conservar la fama del nostro rango, con azioni degne, eroiche, cavalleresche.

Onofrio. Dov’è la Livornese1?

Ottavio. È partita, è ritornata a Livorno2.

Onofrio. Mi dispiace non averlo saputo, ma l’anderò a ritrovare. Oh che palamida! Oh che pesce!3 Oh che vino! (via)

Eleonora. La contessa Beatrice non la pratico più.

Clarice. Nemmen io mi degno più di farmi vedere con lei.

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  1. Pap.: la signora donna Rosaura?
  2. Pap.: Castell’a Mare.
  3. Pap.: Oh che starne! Oh che coturnici!