Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1909, IV.djvu/585

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IL POETA FANATICO 571

Ottavio. Signora no. Ho da correggere la prefazione per l’accademia di questa sera1.

Beatrice. Signora Rosaura, andiamo.

Rosaura. Anch’io avrei da terminare una composizione per questa sera.

Ottavio. Terminatela, e voi lasciatela stare.

Beatrice. Sì, fate bene. Resterà qui col signor Fiorindo.

Ottavio. Breviano Bilio è nostro accademico.

Beatrice. E io...

Ottavio. E voi andate a badare alla rocca.

Beatrice. Mi preme l’onore di questa casa.

Ottavio. Se vi premesse l’onore di questa casa, non sareste una ignorantaccia, inimica della poesia.

Beatrice. Più tosto che avere la malattia dei versi, vorrei essere zoppa e guercia.

Ottavio. Gente cui si fa notte innanzi sera. (siede al tavolino)

Beatrice. Il bell’onore che acquisterà la vostra figliuola!

Ottavio. Gente cui si fa notte innanzi sera.

Beatrice. Uomo senza cervello.

Ottavio. Gente cui si fa notte...

Beatrice. Voi mi volete far crepare.

Ottavio. Innanzi sera.

Beatrice. Il diavolo che vi porti2. (parte)

SCENA IV3.
Ottavio, Rosaura e Florindo.

Ottavio.Gente cui si fa notte innanzi sera.

Gente cui si fa notte innanzi sera.

 Figliuoli miei, lasciatemi in quiete. Ho da correggere la prefazione. Il principio non mi dispiace. O ignorantissima temeraria gente, che contro la poetica sovrumana virtù ingiurie pessime scaricate...

  1. Segue nell’ed. Bett.: «Beatr. Maledetta la vostra accademia. Ott. Maledetta voi e le vostre indegne parole».
  2. Bett. continua: siate maledetto voi e i vostri versi.
  3. È unita alla scena preced. nell’ed. Bett.