Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/135

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

125

Pantalone. Se ve metterò alla prova, troverè dei pretesti per disimpegnarve.

Rainmur. Voi mi offendete. Non conoscete la mia sincerità.

Pantalone. Alla prova. Per stabilir un negozio, me preme diese mille ducati; averessi difficoltà a imprestarmeli?

Rainmur. Niente affatto. Siete padrone.

Pantalone. Me impresteressi diese mille ducati.

Rainmur. Sì, e anche più, se volete.

Pantalone. Vardè ben, che ve chiappo in parola.

Rainmur. Quando li vorreste?

Pantalone. Stamattina. A ora de Rialto.

Rainmur. Disponeteli. (risoluto)

Pantalone. Diseu da senno?

Rainmur. Meraviglio. Non mi conoscete. Disponeteli.

Pantalone. Me dare diese mille ducati in prestio, e negherè de darme vostra nezza per muggier de mio fio?

Rainmur. Voi siete onesto, voi siete pontuale, voi siete onorato. (serio)

Pantalone. E mio fio?

Rainmur. Perdonatemi.

Pantalone. (Ah, pur troppo el gh’ha rason. Pur troppo el dise la verità). (da sè)

Rainmur. I dieci mille ducati ve li scriverò in banco.

Pantalone. Sentì, no vorria che lo fessi per pontiglio, e po...

Rainmur. Voi non mi conoscete. (serio)

Pantalone. Più tosto ...

Rainmur. Non altro. Ve li scriverò in banco.

Pantalone. Ve pagherò el sie per cento. Seu contento?

Rainmur. Non parlo.

Pantalone. Monsieur Rainmur, vu sè un galantomo, vu sè un vero amigo.

Rainmur. Per farmi credere buon amico, non pensavo che vi bisognasse una prova di dieci mille ducati.

Pantalone. Come? Seu forsi pentìo?

Rainmur. Monsieur, ve li scriverò in banco. (via)

Pantalone. No so cossa dir. Son confuso. Son stordìo. Son fora