Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/115

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

105

gior gloria e di maggiore fortuna. Ecco come Dio la rimunera con cento altri beni, che non dipendono punto dallo stato suo dovizioso. Ella ha conseguito una sposa, ch’è il ritratto della vera bontà. La nobilissima Dama, la Signora Maddalena Durazzo, non solo ha ereditato dal Padre il ricchissimo suo patrimonio, ma tutte quelle dolci prerogative che lo adornavano, onde ha reso l’E. V. compiutamente felice. Ricordami ancora dell’allegrezza ch’io vidi nella di Lei casa non solo, ma in tutta Genova sparsa, allora quando, vivente ancora l’Avolo fortunato, diede l’illustre Dama alla luce il suo Primogenito. Anche in tale occasione videsi gareggiare la pietà, la magnificenza, poichè riconoscendo da Dio un tal dono, corrisposero a lui con profusion di elemosine a’ bisognosi, e resero altresì giustizia alla qualità del novello nato con tale grandiosità, che altrove non mi è accaduto vedere. Genova è una città che abbonda di superbi palazzi, e quello di V. E., per la vastità e per l’architettura, è uno de’ più cospicui1. Corrisponde all’esterior della fabbrica la preziosità degli arredi, e non so esprimere quanto restassi maraviglioso veggendo questi in pochi giorni cambiati, sostituiti agli ordinari mobili doviziosi altri ancora di ricchissimo prezzo: l’oro e l’argento e il meno che vi si ammiri; le pitture sono singolarissime, fra le quali il magnifico quadro di Paolo Veronese, una delle più belle opere di sì eccellente Autore; e i lavori, e i disegni, e le gioje formavano un apparato piacevole e maraviglioso. Ma il cuore magnanimo di V. E., la benignità sua, la sua ammirabile gentilezza, superano di gran lunga il pregio di tante magnificenze, e fanno sì che lodata sia la Giustizia Divina, che le ha sì ben collocate. Sulla distribuzione de’ beni di questa vita, non manca chi variamente ragioni. Alcuni che soffrono mal volentieri la povertà, guardano i ricchi come posseditori della porzione che loro manca al bisogno, e valendosi de’ falsi nomi inventati dal Gentilismo di Fortuna, Fato, Destino, non sanno umiliarsi ai decreti della Provvidenza. Questa, dopo la creazione della natura, non ha abbandonato al caso le vicende

  1. In via Balbi. Si ricordino le descrizioni dei viaggiatori del Settecento: De Brosses, Richard, Lalande ecc.