Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/306

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294 ATTO SECONDO

Corallina. Oh bella! Così mi lascia?

Brighella. Coss’è, patrona? De cossa se lagnela?

Corallina. Mi par che il vostro signor tenente abbia poca civiltà colle donne. Se ne va senza nemmen salutarmi?

Brighella. Son qua, supplirò mi alle mancanze del signor tenente. Bisogna compatirlo; quando un offizial sente un ordine del comandante, el lassa tutto per rassegnazion; ma torno a dirve, se ve occorre qualcossa, son qua mi.

Corallina. Mi pare che quel signore sia un bello spilorcio.

Brighella. Perchè, padrona? Perchè?

Corallina. Mi esibisce tabacco; mi chiede la tabacchiera, vede che non ho altro che questa, me ne mostra una d’argento, e poi con quattro prese di tabacco se la passa, e mi rende la mia.

Brighella. Oh, cos’alo fatto? Che el me perdona, el s’ha portà mal. El vede che una signora della so sorte gh’ha una scatola de metallo, e nol ghe offerisce la soa? La favorissa: che tabacco èlo? Oh cattivo; cattivo tabacco, e pezo scatola; la se lassa servir da mi. L’averà una scatola da par suo. (va prendendo varie prese di tabacco)

Corallina. A me piace il tabacco rapè.

Brighella. So el mio dover. (versa il resto del tabacco in mano) La tegna la scatola, e a bon reverirla.

Corallina. (Buono! Mi ha levato anche le quattro prese di tabacco). (da sè) Quando ci rivedremo?

Brighella. Quando torneremo dalla campagna.

Corallina. Andate forse a combattere?

Brighella. Cussì se spera.

Corallina. Quando?

Brighella. Stassera o domattina.

Corallina. E vi andate con tanta franchezza? con tanta allegria?

Brighella. Signora sì, quando andemo a combatter, andemo a nozze. L’ozio ne rovina. Vorressimo sempre menar le mani. Chi mor, bon viazo, chi vive, pol sperar d’avanzar. Anca mi de soldado son deventà caperal e de caporal son passà a esser