Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/327

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Alonso. Cielo, cùutami.

Garzia. (Tira, fa fuoco di fuori, e di dentro rìon prende.)

Alonso. La vostra vita è nelle mie mani. (accostandosi a don Garzia colla pistola montala)

Garzia. Tirate il colpo.

Alonso. No, vi dono la vita ; e perchè non diciate che pure a me poteva mancare il colpo, osservate. (spara all’aria

SCENA XV.

Beatrice e Rosaura di dentro, e detti.

Beatrice. Aprite questa porta.

Rosaura. Aprite.

Alonso. È. atto d’inciviltà negare d’aprire a due donne, (va ad aprire)

Beatrice. Come! Don Alonso colla pistola alla mano?

Rosaura. Oimè! Che mai è accaduto?

Alonso. Se volete sapere il vero, domandatelo a don Garzia.

Beatrice. Povero don Garzia, siete stato assalito? Ditemi, che cos’è stato?

Garzia. Lasciatemi stare. (’) (con disprezzo)

Beatrice. Possibile che non vogliate moderarvi verso di me? (a don Qarzia)

Garzia. Possibile che non mi vogliate capire? Vi odio, vi abor- risco, siete un diavolo che mi tormenta.

Rosaura. Sono parole amorose. (a Beatrice)

Beatrice. (Ed io seguirò ad amarlo ? Ah, sarei pazza se lo fa- cessi), (da sé)

Rosaura. Ma si può sapere donde uscì quello strepito di pistola ? (2)

Alonso. Fu uno scherzo, fu una prova delle nostre pistole. Ecco, nessuno di noi è ferito. (1) Segue oell’ed. Pap.: « Beati. Dilemi, come fu ? Cai2. Andate alla malora. Ros. Te- nerezze di sposo, a Beatrice con ironia. Beatr. Ma possìbile che non ecc. > (2) Segue nell’ed. Pap.: « Alon. Uscì da quesl’ arme. Beatr. Dunque voi avete sparato a don Garzia. Povero don Garzia ! Gara. Non mi seccate, a Beatr. Beatr. (Oh maledetto .’) Ros. Vi adora, a Beatr.. come sopra. Alon. Via, fu uno scherzo, fu una prova ecc. »