Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XI.djvu/123

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Ma non vi è male; prima di tutto, si sa che i titoli non hanno niente che fare colle persone alle quali le Commedie sono dirette, e se pur pure si vuole che anche il titolo riesca grato, a voi dovrebbe esser gratissimo quello dell’Impostore, supponendolo, come egli di fatto è, smentito, svergognato e deriso.

Ma un’altra cosa vi farà sorridere un poco più, allora quando cioè osserverete, che la Commedia che a voi indirizzo è senza donne, come se foste Voi meno amico di quel che siete del loro sesso; vero è che anche di questo sapete distinguere, come delle scienze, il meglio, e data prova ne avete nello scegliervi la consorte, dotta, saggia, erudita, di dolcissimo estro poetico qual voi ripiena: notissimo essendo nella Letteraria Repubblica il nome della Signora Contessa Luigia Bergalli Gozzi, e le sue poesie, e le sue traduzioni onorano il di Lei sesso e la Patria nostra. Gentile siete poi ed ameno nelle graziose conversazioni, le quali vengono dalle belle virtuose Donne condite, e vi parrà strano non solamente che a voi una Commedia senza donne io esibisca, ma che io medesimo, senza un sì bell’ornamento, siami indotto a comporlo.

Tutte le cose che dagli uomini si fanno, una ragione hanno ed un fine per cui son fatte; udite dunque la ragione ed il fine, per cui ho voluto una Commedia senza donne comporre.

In tutti i Collegi, che diretti sono dai sapientissimi Padri della Compagnia di Gesù, esercitano essi gli esperti giovani nelle sceniche azioni, gravi Tragedie ed oneste Commedie facendo loro rappresentare; il che molto giova per addestrare nella vita civile la Gioventù, e solleva gli animi dallo studio increscevole, con un altro studio più lieto. Vuole però un’antica costituzione, che donne non appariscano sui teatri loro, da che ne viene che essi scarseggiano di cose nuove.

Abbonda in oggi più che mai di peregrini talenti la venerabile Compagnia, e nelle sode dottrine non solamente, ma nella Poetica facoltà gli ozi loro impiegando, operette escono sì gentili dalle Gesuitiche penne, che invidia fanno a quant’altri in cotal genere si van provando. Nelle Tragedie e nelle Commedie ancora riescono mi-