Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XI.djvu/315

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soddisfa il Popolo l’eccellenza del Dramma. Ma quante volte ho dovuto compiangere il destino delle opere Vostre, da Attori barbari maltrattate! Qual compassione non mi faceva vedere un vecchio panciuto sostenere la soavissima parte di Alceste; un burattino sguaiato quella di Jarba, ed una preziosa indurita rappresentare Cleofide! In tutti i Teatri di Europa non si rappresentano che i Drammi Vostri. Si replicano nel Teatro medesimo le dodici, le venti volte. Non vi è compositore di Musica, che non le abbia sperimentate. Non vi è casa, non vi è persona, che non ne sia provveduta. Sono numerosissime le edizioni, e fortunati coloro che le hanno stampate. I Comici ancora se le sono appropriate per molto tempo, e con profitto notabile le hanno senza musica rappresentate. Da moltissime genti si sanno per la maggior parte a memoria, e pure si gustano sempre, piacciono ogni ora più, e qualunque Dramma espongasi sulle scene, ha sempre un massimo disavvantaggio, se non è della felicissima penna del Metastasio. Chi ha mai più inteso la lirica Poesia sì bene alla Drammatica unita? Da chi mai le passioni furono meglio trattate, con più verità e con più forza? Voi avete la tenera passione esaurita, per modo che nulla resta da compromettersi a’ seguaci vostri. Ma il vostro stile poi è inarrivabile. Pare facile a chi non sa quanto costi quell’apparente facilità che innamora. Che vuol dire, che volendo sostituire a un Vostro epiteto, a un Vostro aggiunto qualche altro termine equivalente, perderà sempre quel pregio che si ravvisa nel Vostro? Vuol dire, che Voi studiate i termini, ma sapete sì dolcemente unirli, che sembrano necessariamente caduti. Se io volessi de’ Vostri Drammi dir tutto quello che intorno di essi io penso, non finirei di scrivere così presto. Lascio ai più valenti conoscitori del merito formar elogj alle opere insigni prodotte dalla vostra penna felice. Voi avete vestita di vaghe spoglie la più severa Filosofia; condita avete con dolci modi la più istruttiva Morale, e ne’ Vostri Sacri Componimenti trovasi un largo fonte di Storia Sacra e di sublime Teologia, onde Voi più che ogni altro osservaste l’opportuno precetto di unire l’utile al dolce, potendo colle dolci rime allettare, nel tempo medesimo che le