Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XI.djvu/419

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le belle Arti che proteggete, per le Virtù dell’animo che praticate. M’interessai per la cara Famiglia vostra, per i teneri vostri Amici, per li servidori vostri beneficati; ma siccome io tengo per fermo, che in tutti i desideri nostri più nobili e più virtuosi abbiavi la parte sua l’amor proprio, non esito punto a manifestarvi, che il mio particolare interesse inducevami a pregar Dio per la vostra Vita e per la vostra salute. Troppo mi sarebbe costato il perdere un Protettore delle opere mie qual Voi siete, che basta col compiacimento di esse ad accreditarle, e impone silenzio a chiunque per opprimerle si affatica. Il mio Torquato, sino dai primi giorni che fu da me riprodotto, si lusingò di poter essere dal nome vostro onorato; ed io che l’amo tanto, avrei amaramente compianta la sua sventura.

Viva l’eterna Provvidenza che vi Vuol nostro, e nostro vi serbi felicemente per lungo tempo avvenire, e alle magnanime idee del cuor vostro corrispondano sempre i fortunati auspicj del Cielo. Ecco Torquato Vostro per parentela, Torquato mio per amore, consolato del nuovo fregio che or gli recate. Spero che l’onorato spirito del valoroso Poeta non siasi meco sdegnato, veggendo le gesta sue da me sulle Scene rappresentate; poichè studiato mi sono di farlo in guisa che disonore al suo nome ed al mio medesimo non recasse, ed ora sarà egli di me piucchemai contento, dandogli per protettore un Nipote che ama le Lettere di lui non meno, e che tanta gloria ha accresciuto alla sua Famiglia. Con così bella speranza, e coll’altra ancora che V. E. l’umile ossequio mio non isdegni, alla di Lei protezione mi raccomando, nell’atto di profondamente inchinarmi.

Di V. E.



Umiliss. Dev. Obblig. Servidore
Carlo Goldoni.