Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XI.djvu/55

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IL FESTINO 49

            Se di consigli e lumi mi avete provveduto.
            Partirò per non darvi più lungamente un tedio.(s’alza)
            Madama.Ponete al precipizio sollecito il rimedio.
            Vada il festino a monte, e al genero s’insegni
            Dal suocero prudente sfuggir cotali impegni,
            Maurizio.Madama, vi ringrazio.
            Madama. Di che?
            Maurizio. Perdon vi chiedo, (inchinandosi)
            Madama.(Il vecchio l’ha bevuta). (da sè)
            Maurizio. (A lei tutto non credo), (da sè)

SCENA VIII.

Madama Doralice, poi Targa.

            Madama.Se ama la figlia, e se ama il genero davvero,
            Ha da impedir la festa. L’impedirà, lo spero.
            La rabbia mi divora, l’invidia mi tormenta;
            Ed altro non vi vuole per rendermi contenta.
            Targa.Signora.
            Madama. E tu, che vuoi?
            Targa. Un’imbasciata.
            Madama. Evviva.
            Targa.La marchesa Dogliata, la baronessa Oliva.
            Madama.Padrone.
            Targa. Ho poi da darle una novella buona.
            Madama.Di che?
            Targa.Sarà contenta oggi la mia padrona.
            Madama.Perchè?
            Targa. Perchè il sartore l’argento ha ritrovato,
            E l’abito stassera l’avremo terminato.
            Madama.Come? Che dici?
            Targa. Il sarto trovò la guarnizione.
            L’aveva trafugata un discolo garzone.
            Con quattro bastonate l’indegno ha discacciato.
            Madama.E l’abito?