Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/475

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ATTO SECONDO.

SCENA PRIMA.

Camera di don Berto.

Paoluccio e Rosina.

Rosina. Che cosa è questa istoria? Che novità è quella che girati per il capo?

Paoluccio. La novità è questa. Ti voglio bene, ma senza i cento zecchini, Rosina mia, noi non faremo niente.

Rosina. Perchè non ci pensasti in prima?

Paoluccio. È vero, ci penso tardi, ma è meglio tardi, che mai.

Rosina. I cento zecchini mi sono stati promessi, ma se poi non me li danno?

Paoluccio. Te lo dico liberamente, chi s’è visto, s’è visto.

Rosina. Sei veramente un asino.

Paoluccio. Taccio, perchè tu sei una frasca.

Rosina. Lazzarone.

Paoluccio. Pettegola.

Rosina. Temerario. (alzando la voce)

Paoluccio. Insolente. (alzando anche lui la voce)

Rosina. Va via, non ti voglio più. (come sopra)

SCENA II.

Don Anselmo e detti.

Anselmo. Che cosa c’è, figliuoli miei?

Rosina. Costui mi maltratta.

Paoluccio. Rosina m’insolenta.

Anselmo. Siate buono, figliuolo, chetatevi, ragazza. Fate che ha voi regni la carità fraterna.

Rosina. Gli dissi della dote, ed ora non mi vuole senza i cento zecchini.