Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XV.djvu/33

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IL PADRE PER AMORE 25

Penso di custodirlo segretamente, e quando

Necessità mel chieda, mostrarlo a don Fernando.
Fabrizio. Dunque è vano il consiglio, che mi chiedeste in pria.
Cavaliere. Sì, per or ti dispenso.
Fabrizio.  Grazie a vossignoria.
Spiacemi questa volta non poter lusingarmi,
Che come consigliere abbiate a regalarmi;
Ma tanto generoso suol essere il padrone,
Che lo potrebbe fare almen per l’intenzione.
Cavaliere. Tu sei un poco troppo avido del danaro;
Ma in grazia del tuo spirito ti soffro, e mi sei caro.
Prendi queste due doppie; nel mio novello impegno
Prepara all’occorrenza gli sforzi dell’ingegno.
Amo donna Isabella, ed è il cuor mio disposto
Tentar tutte le strade d’averla ad ogni costo.
Fabrizio. Signore, io vi prometto l’usata fedeltà:
Parlate, e disponete della mia abilità.
Non isfuggir pericoli, non risparmiar fatica,
Giuro per queste doppie, che il ciel le benedica.
Cavaliere. Cerca spiar, se quelli che fur d’intorno al letto
Della signora estinta, sappiano del viglietto.
Procuriam col danaro di guadagnarne alcuno.
Fabrizio. Potrebbesi donare una doppia per uno.
Quattro servi donn’Anna avea per ordinario:
Io delle quattro doppie sarò depositario.
Cavaliere. Io soglio all’occorrenza spendere a larga mano,
Ma assicurati prima, se il mio sospetto è vano.
Fabrizio. Per meglio assicurarmi, per far qualche esperienza,
Fatemi di quel foglio l’intiera confidenza.
Qualche cosa in confuso finor mi avete detto.
Per meglio illuminarmi, leggetemi il viglietto.
Cavaliere. Ecco, vuò soddisfarti; odi quel che contiene...
Ma il principe Fernando sollecito sen viene.
Parti e lasciami seco.
Fabrizio.  Fidatemi quel foglio.