Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XV.djvu/432

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424 ATTO QUARTO

Felicita.  Aspettar non mi fate.

Valentina. Lo sposo di Rosina. A ritrovarla andate, (a Felicita)
Ditele pian pianino, che l’altra non vi senta,
Che venga qui da me.
Felicita.  Ci verrà poi contenta?
Valentina. Sì, di già l’ho avvisata. Siamo d’accordo in questo.
Felicita. Ma se vien Baldissera....
Valentina.  Andate, e fate presto.
Felicita. Non ti pentir, sorella, di far a modo mio.
(Se mi riceve in casa, potrò mangiare anch’io).
(da sè, e parte)

SCENA III.
Valentina, poi Ippolito.

Valentina. Caro il mio Baldissera, mi ama davver non poco.

Quanto son io contenta che abbia lasciato il gioco.
Ippolito. Si può venir? (Ji dentro)
Valentina.  Sì, venga.
Ippolito.  Perdoni.
Valentina.  Favorisca.
Ippolito. Non vorrei...
Valentina.  Venga innanzi.
Ippolito.  Non so, se mi capisca.
Valentina. Cosa vuol dir?
Ippolito.  Mi scusi.
Valentina.  Parli.
Ippolito.  Per amminicolo...
Di quattro bastonate non vi saria pericolo?
Valentina. Signor, mi maraviglio. Son donna di giudizio.
Ippolito. Eh, lo credo.
Valentina.  Venite....
Ippolito.  Dov’è il signor Fabrizio?
(con timore)
Valentina. Dorme.
Ippolito.  Dorme?