Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XV.djvu/498

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490 ATTO SECONDO

Petronilla. Grazie, consorte mio.

Moschino. (Le presenta la tazza.)
Petronilla. Gli puzzano le mani.
(a don Policarpio, parlando di Moschino)
Policarpio.  Da’ qui, che farò io.
Petronilla. Il brodo veramente mi par più saporito,
Quando sì gentilmente mel dà il signor marito.
(va bevendo il brodo a sorsi, levando e rimettendo la tazza nel tondo tenuto in mano da don Policarpio.)
Policarpio. Quando servirla io posso, internamente io godo.
Ma da me non vuol altro che una tazza di brodo.
Petronilla. Caro don Policarpio! che cosa ho da volere?
Policarpio. Se qualche volta almeno...
Petronilla.  Picchiano; va a vedere.
(a Moschino, che parte)

SCENA VI.
Donna Petronilla, don Policarpio, poi Moschino che torna.

Policarpio. Cara la mia sposina, dopo che vi ho pigliata,

Oh, è passata pur male.
Petronilla.  Ahi! mi sono scottata.
Policarpio. Il brodo è troppo caldo.
Petronilla.  Sia maladetto il cuoco.
Policarpio. Vedrò io col cucchiaro di raffreddarlo un poco.
(va col cucchiaro scuotendo il brodo per raffreddarlo)
Moschino. Signora, è il signor Duca che vorrebbe inchinarla.
Petronilla. Venga pure, è padrone.
Moschino.  (E il marito non parla).
(da sè, e parte)