Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/324

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Fabrizio. Che è accaduto, signora? (alla Marchesa)

Marchesa. Ah! mancami il respiro...
Favellare non posso... Andiam nel mio ritiro.
Le anime, amor scorretto, a quai perigli esponi?
Perfido don Fernando, il ciel ve lo perdoni, (parte)
Fabrizio. (Vuol seguir la Marchesa.)
Fernando. Fabrizio.
Fabrizio. Mio signore.
Fernando. Prendi, e tacer t’impegna.
(gli offre una borsa)
Fabrizio. Non accetto una borsa per un’eizione indegna, (parte)
Fernando. Se testimon sei stato della mia trama ardita,
Se di tacer ricusi, perder dovrai la vita.
E tu, femmina ingrata, che l’amor mio deridi,
Vedrai quanto t’inganni, se in tuo valor confidi.
Già ho principiato il corso del mio cammin funesto.
Dalla tentata impresa per tema io non mi arresto.
Vedrem chi più di noi sarà costante e forte.
Se l’amor mio non cura, giuro vendetta, o morte.
(parte)
Fine dell’Atto Secondo.