Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1922, XXI.djvu/158

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Mingone. 11 signor don Flaminio.

Lindoro. A chi li manda?

Mingone. M’ ha detto di consegnarli alla signora Zelinda.

Lindoro. Regali di campagna ? Finezze ancora dalla campagna ? (leva il cesto al contadino con forza)

Zelinda. Che bestialità ! Che furore !

Lindoro. E tu, briccone, sei il portatore de’ suoi presenti ? (minaccia il contadino)

Mingone. Io non so nulla, signore. (fugge via)

Lindoro. Scellerato, indegno, ti arriverò. (prende i peri dal cesto, e li getta dietro a fingane)

Zelinda. Fermatevi, pazzo, stravagante, furioso.

SCENA XVlll.

T)on Roberto e deiU.

Roberto. (Entra dalla parte medesima per dove fugge fingane,) e corre pericolo d’essere colpito) Cos è quest impertinenza ? (a Lindoro)

Zelinda. Ah signore, scusatelo per amor del cielo. (amorosamente a Lindoro e resta mortificato^ >)

Roberto. Cosa fate voi qui ? A che serve questo baule ? (a Zelinda)

Zelinda. Sono costretta a partire, sono costretta a distaccarmi da voi. (piangendo)

Roberto. Chi lo dice ?

Zelinda. Lindoro.

Roberto. Andate nella vostra camera. (a Zelinda)

Zelinda. Ma non vorrei che dicesse... (agitata)

Roberto. Andate nella vostra camera. (con forza)

Zelinda. V obbedisco. (Stelle, abbiate pietà di me). (parte) (I) Così è stampato nell’ed. Zatta, ma il testo non riesce chiaro. Il Cameroni, per es., corregge : amorosamente a Jan Roberto, e Lindoro resta mortificato (v. Capolavori di C.) Goldoni, Serie IL, Trieste, Coen, 1 858). Si potrebbe anche intendere : amorosamente a don Roberto, e resta mortificata.