Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1922, XXI.djvu/331

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ATTO SECONDO.

SCENA PRIMA.

Agapito solo.

(Apre la porta colla chiave, ed entra pian piano, guardando qua e là se vi è nessuno, e guarda nella camera di fondo, cioè dalla porla di delta camera, senza entrare, e poi guarda alla scena, dove Goliardo diceva essere la cantina, e assicuratosi si avanza, e dice: E andato via; non vi è nessuno. Potrò prendere la mia chiave. (la cerca sul tavolino e per terra) Diavolo, non e’ è più la mia chiave, o che Gottardo l’ha messa via in qualche luogo, o che se l’è messa in tasca credendola la sua. Mi dispiace per il mio orologio, ma non importa, per oggi ne farò di meno; e questa sera, se non avrò la mia chiave, farò aprire da un fabbro {{Ids|(’\ e domani farò cambiare la serratura, intanto vo’ pre- Ci) Ed. Zatla: fabro.