Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 1, 1910 - BEIC 1837632.djvu/181

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parte prima - capitolo xxix 175

Gusèo rogatore degl’istrumenti di vendita, all’ombra del qual decreto s’era fatta la strage de’ fideicomniissi, e contestai in giudizio al taglio di quel decreto il punto di legge e di massima, che i beni di un fideicommisso mascolino, benché ascendente, d’un testatore veneto d’origine, di famiglia e d’abitazione, non fosse soggetto alle costituzioni delle doti per le femmine, ma alla restituzione delle doti soltanto.

Siccome per dovere di sangue e d’onore aveva confermata la somma delle dotazioni promessa dal padre a’ cognati, cosí riservava le ragioni pecuniarie a’ compratori de’ beni.

A questa battaglia non ebbi solo avversari i compratori, ma anche i viventi veri venditori de’ beni, i quali auzzavano non meno contro a me, contro il loro proprio interesse, i miei avversari e davano loro de’ lumi inconcludenti.

Coll’onesta esibizione di duemila ducati, somma ch’io vedeva essere stata esborsata da’ compratori, vinsi anche questa lite col riacquisto de’ beni e di piú di dugento ducati annuali di rendita, oltre all’aver fatta consolidare una massima in difesa de’ nostri fideicommissi ne’ maschi, che si volevano incenerire con delle leggi alle quali non vanno soggetti.

Con tutti questi miei dibattimenti forensi e col frasario mio intorno a cosiffatte materie, mi lusingo che i miei lettori non abbiano a considerarmi d’un genio piatitore.

Ebbi sempre un’estrema avversione a’ litigi, e Dio guardi che nelle ore disoccupate da quelli non avessi avuta in soccorso la mia solita distrazione nello studio poetico, il quale aveva il vigore di scacciare da me ogn’altro fastidioso pensiero. Le necessità della mia desolata famiglia m’obbligarono ad agire per ben diciott’anni a’ tribunali di giustizia, ma qualunque volta i miei avversari proposero accordi, sono sempre disceso mansueto a troncare i romori e le disputazioni.

Ho dato principio ad una lite di maggior conseguenza di tutte le altre, contro il nobile signor marchese Antonio Terzi di Bergamo.

Per i miei computi, egli possedeva, come discendente d’una femmina Gozzi e d’una famiglia Gozzi estinta, de’ beni fideicommissi mascolini dovuti a noi per due testamenti del secolo 1500