Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 1, 1910 - BEIC 1837632.djvu/227

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parte prima - capitolo xxxiv 221


Non si deve celare la veritá. Una parte di quegli Atti era di giovani accademici che, irritati da’ sei sonettazzi insultatori del Chiari e un po’ troppo sdegnosi, consisteva in molti sonetti berneschi, pulciani e burchielleschi oscuri ed interpretabili, di favella purgata, adorni di sali e di pitture; ma non erano che cólte invettive, cólti frizzi, cólte ingiurie e un cólto dare la baia a’ due poeti Goldoni e Chiari ed a’ loro seguaci.

Alcuni sonetti ed alcune ottave di mio fratello Gasparo, pubblicati sotto il nome del «Velluto» in quegli Atti, proccuravano indarno di ridurre il bollore di que’ giovani ad una dolcezza ragionata, senza però lasciar d’animarli alla difesa del retto pensare e del scrivere purgatamente.

Dal canto mio considerai che alla coltura e alla derisione degl’incolti si dovesse accoppiare in que’ fogli dell’accortezza, della seduzione, de’ brevi argomenti e delle ragioni per avere del buon effetto.

E perché que’ due poeti, col pretesto di riformare il teatro s’erano proposti di voler strozzata la innocente commedia materiale italiana alla sprovveduta, sostenuta dalle valenti maschere meritamente amate dal pubblico, Sacchi, Fiorini, Zannoni e Derbes, che divertivano i Grandi ed il popolo e che danneggiavano la ricolta alla poetica spettabilitá, considerai che niente piú potesse castigare la petulanza letteraria de’ due sognati Menandri, che il prendere in protezione le amenitá, i sali, i lazzi delle farse all’improvviso de’ nostri Truffaldini, de’ nostri Tartaglia, de’ nostri Brighella, de’ nostri Pantaloni, delle nostre Smeraldine.

Un capriccioso allegro critico canto ditirambico, che sotto al mio nome accademico di «Solitario» pubblicai ne’ sopraddetti Atti granelleschi, con una scherzevole difesa a’ comici improvvisatori accennati e alle allegre loro farse, con una rimarcabile beffeggiatura alle sceniche opere d’allora, che si predicavano regolate e riformatrici, non senza tratti ragionevoli a refrigerio della colta poesia e dello scrivere regolare e sensato, riescí un senapismo efficace a’ due poeti ed a’ loro parziali discepoli.