Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 2, 1910 - BEIC 1838429.djvu/123

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parte seconda - capitolo xl 117

mia sorpresa: — Si replica di nuovo la sua commedia in San Salvatore.

Non gli credei, ma mi colpí un tale annunzio. — Come sapete voi questo? — diss’io. — Lo so — rispose il servo — perché ho letto il cartello de’ commedianti poco fa attaccato alla ruga al Rialto.

Irritato da quella asserzione medicava il mio cruccio considerando che coloro c’hanno la incombenza prezzolati di attaccare al pubblico cotesti cartelli, avessero sbagliato, come spesso succede.

Tutta via inquieto sopra ciò che anche per un semplice sbaglio doveva inquietarmi, chiesi da vestirmi immediatamente.

Mentre io m’apparecchiava a vestirmi, mi giunse improvvisamente la visita del patrizio Paolo Balbi contraddittore a’ consigli delle Quarantie, che venne unito al signor Raffaele Todeschini giovine cittadino di somma probitá.

Coteste due egregie persone, in un modo allegro e come per congratularsi meco, vennero a dirmi che si replicava la mia commedia per una insormontabile chiamata del pubblico.

A questa certa notizia che non ammetteva piú dubbietá, parve che mi si agghiacciasse il sangue.

— Una tal nuova — diss’io al cavaliere — è delle piú fastidiose ch’io ricevessi a’ miei giorni. Vostra Eccellenza non è informato di quanto bolle nella mia pentola. Non era immaginabile una tal mancanza di parola e di fede, il delitto della quale cade tutto sulla mia innocente riputazione, impegnata sugli altrui impegni che le recite non sarebbero oltrepassate a quella di iersera.

— Eh! non si prenda pena per quel fanatico Gratarol — rispose il cavaliere. — Qual colpa ha Ella s’egli s’è fatto de’ pregiudizi colle sue false immaginazioni e petulanze e se il pubblico e i tribunali vogliono la sua commedia?

— Conosco la leggerezza e il fanatismo del Gratarol — diss’io, — ed è per ciò e perché veramente ho compassione del martirio che soffre, che mi trafigge il cuore cotesta replica di cui mi fu lasciata spendere la ferma parola che non sarebbe corsa.