Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 2, 1910 - BEIC 1838429.djvu/146

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140 memorie inutili

patrimonio, ch’io in’abbia addossato il peso di riscuotere con mille stenti ciò che fu destinato a’ comuni aggravi annuali e ad estinzione de’ debiti trovati, ch’io abbia supplito per il corso di piú di trent’anni e supplisca ancora con somma pena ad ogni cosa per tener lontani i disordini: si pretende in aggiunta che per debito di coscienza crepi sotto al peso degli affari d’una magistratura per corrispondere l’onorario alla famiglia di quel fratello, né potrò nemmeno avere il libero arbitrio di rifiutare una catena che posso non volere e non voglio?

Ammorzato possibilmente il calore che la mia umanitá cominciava a risentire, risposi con la dovuta civiltá alla dama ch’io non provava alcun rimordimento della coscienza a non aspirare a ciò ch’io non meritava e non voleva; che se alcuno si prendesse la libertá di presentare memoriali per conto mio senza mio consentimento, sarei forzato con dispiacere a notare un dissenso (sia detto tra due parentesi: sapeva benissimo che la moglie di mio fratello era capace di macchinare questa poetica impresa); ch’io era a Padova disposto a dare il sangue per ricattare dalla morte l’amato mio fratello; che se per favore di Dio egli rimanesse in vita, credeva clemente abbastanza il magistrato per non privarlo d’una carica sostenuta da lui per tanti anni con un servigio indefesso; che s’egli mancasse di vita con mio dolore, egli non avrebbe avuto piú bisogno di quell’uffizio, e che quel tribunale l’avrebbe potuto disporre per una persona piú di me capace ed opportuna. Sperai con questa risoluta risposta d’essermi sollevato da una generosa molestia, e sperai invano.

Comparve a Padova il dottore Bartolommeo Bevilacqua rettore delle pubbliche scuole di Venezia, mio amico, spedito in poste dalla dama perch’egli mi persuadesse a fare il passo consigliato e mi guarisse da ciò ch’ella giudicava follia.

Risposi a questo amico con mirabile ostinazione prima le cose medesime che aveva scritto alla signora, poscia altamente che non voleva impegni di servire a magistrature e che intendeva di rimanere un irremovibile pacifico matto. Per tal modo mi difesi e liberai finalmente da quella ostinata liberale protezione ch’io non voleva.