Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 2, 1910 - BEIC 1838429.djvu/154

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148 memorie inutili

medesimo e della di lui da lui creduta infallibilitá, per modo ch’egli vedesse sempre fuori di sé l’origine, le cause e le colpe di tutte le di lui sciagure.

La sua disperata biliosa Narrazione apologetica — in cui trapela dal primo all’ultimo verbo un’illustrazione panegirica alla sua condotta, a’ suoi meriti, alla sua immaculata anzi divinizzata umana natura; in cui vede un’infinitá d’invidiosi della sua gloria e de’ suoi attributi; in cui vede insino la colpa ne’ suoi parenti d’un suo matrimonio da lui scelto e da lui voluto, — palesa abbastanza qual immagine di perfezione s’era formata di se medesimo e l’indole altera del da me sempre commiserato scrittore.

Sprezzante della sua patria da lui mal conosciuta e in cui cercava de’ progressi di luminosi uffizi; opponitore alla forza con frequenza tiranna ed ingiusta, ma alla quale siamo soggetti; dedito alle voluttá, alla da lui detta «galanteria», a’ viaggi, alle splendidezze senza bilancia al proprio stato; doveva per conseguenza farsi de’ nimici crudeli e dannosi e ridursi ad un momento d’angustia, a cui con una natura meno indomita e meno orgogliosa non era impossibile il riparo, senza ch’egli si abbandonasse ad una fuga mal consigliata e precipitosa.

Fui assicurato ch’egli ad onta delle sue intemperanze di vita godeva sempre una sanitá robusta.

Riflettendo io filosoficamente e compassionevolmente, in sul punto della robustezza, alle sciagure di quell’infelice ramingo, ho creduto di poter giudicare che se col suo buon intelletto, colla sua pronta facondia, la sua attivitá e la sua onoratezza, fosse andato soggetto a delle febbri terzane, quartane o reumatiche, a delle emicranie, a delle coliche, a delle emorroidi che lo ammansassero di quando in quando, sarebbe riuscito un fortunato ed abile ministro.

Per dire qualche cosa della Ricci, la quale per una donnesca vendicativa leggerezza imprudente aveva data la prima spinta ad una ruota che, mossa poi dalle altrui debolezze e malignitá e dagli altrui puntigli, fece tanti stravaganti interminabili fastidiosi giri; ella da molti mesi, mezza inferma e non so con qual animo, era passata a Parigi, ed io provai della compassione anche per lei.