Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 2, 1910 - BEIC 1838429.djvu/187

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parte seconda - capitolo xlix 181

riva. V’entrai frettoloso, non saprei dire se condotto dalla brama d’essere vicino alla bella giovine o dalla curiositá d’intendere la rischiarazione de’ viglietti e del ritrattino.

Trovai quella bellezza risplendere sotto un nero zendale e con molte gemme di prezzo alle orecchie, al collo e alle dita, seduta; che facendomi luogo mi fece sedere appresso di lei, comandando al gondoliere di chiudere la cortina e d’avviarsi verso la Giudecca al tal convento di monache.

Ella cominciò co’ modi i piú soavi dal chiedermi scusa dell’incomodo che s’era presa l’ardire di darmi e dal pregarmi di non formare nessuna sinistra opinione del suo carattere per avermi fatto quell’invito, il quale aveva tutto l’aspetto d’un invito non lecito a una donna d’onore e maritata, aggiungendo ch’ella mi confessava d’aver formata una assai vantaggiosa stima della mia saviezza, prudenza, morigeratezza e delle mie riflessioni.

Mi disse d’essere in una grande agitazione di spirito per un imbarazzo in cui si trovava. Mi chiese s’io conoscessi una donna ed un uomo, marito e moglie poveri, i quali il di lei marito teneva in casa, concedendo loro una stanza e una cucina a pian terreno.

Risposi colla franchezza dettata dalla veritá, di non avere la menoma conoscenza delle persone che mi accennava, e anzi di non sapere non solo che abitassero nella sua casa, ma nemmeno che abitassero il mondo.

Alla mia risposta la giovine chiuse gli occhi e le labbra con un atto di dolore, indi mi disse: — Eppure quell’uomo mi assicurò di conoscerla perfettamente e d’aver secolei tutta la confidenza, e anzi egli mi recò per sua parte con molta secretezza questo viglietto ch’Ella può leggere e conoscere. — Detto ciò si trasse dal seno il viglietto e me lo porse.

Io dicervellava. L’apersi con stupore e conobbi tosto che non era mio, come non doveva essere. Lo lessi e trovai un’affettazione da Caloandro sviscerato, piena d’elogi alle bellezze della signora, d’un’adulazione stomachevole e con qualche verso del Metastasio. Mi sono quasi abbandonato alle risa. La morale