Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 2, 1910 - BEIC 1838429.djvu/244

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
238 memorie inutili

Io doveva pagare gli aggravi annuali delle famiglie nostre per gli assegnamenti fattimi, e non riscuoteva le rendite assegnate. Chiedeva soccorso a’ fratelli, che non potevano darmelo e mi rispondevano che scacciassi que’ diavoli, come se bastasse l’essere esorcista a scacciarli. Per tener lontani i disordini suppliva agli aggravi colle mie sostanze e talora incontrava del debito per supplire.

Finalmente cadendo ogn’anno di male in male peggiore, essendo que’ fittaiuoli in difetto di somma considerabile, trovandomi imbrogliatissimo, avendo anche ragguaglio che coloro avevano diroccate le fabbriche, risolsi di scagliarmi nel burrascoso mare del fòro per ricattare i nostri beni se fosse possibile.

Tenuto consiglio con gli avvocati, essi crederono di dover contestare che per la chiara comminatoria espressa nell’affittanza, oltre all’altre circostanze che favorivano la causa, dovesse essere deciso che l’affittanza fosse decaduta, riservata la ragione a’ Fumegalli de’ miglioramenti, se ve ne fossero in confronto de’ peggioramenti, i quali miglioramenti, rilevati da due agrimensori eletti uno per parte, sarebbero loro pagati prima del rilascio de’ beni.

Intimata questa petizione a’ Fumegalli, alcuni d’essi la laudarono con un costituto volontario. Alcuni d’essi tacquero.

Proseguí la mia causa contro tutti, e seguí una sentenza assente a nostro favore con una spesa incomoda.

Chiamai all’elezione d’agrimensori. Gli avversari non comparvero, e seguí un’altra sentenza assente onde il tribunale di giustizia gli eleggesse. Imbussolati molti nomi di agrimensori bergamaschi, ne furono estratti due alla sorte da’ giudici, e col sacro ordine del tribunale quegli agrimensori fecero la perizia; la qual perizia, qualunque fosse, mi disse che noi eravamo debitori di lire seimila cinquecento novantadue, soldi dieci di piantagioni di gelsi e d’altro.

M’ingegnai a fare un diposito di quella somma, intimando a’ miei nimici che venissero a prendere il loro danaio e restituissero i beni e le fabbriche, da essere affittati a persone solide.

Dopo il giro di due anni di sudore, di applicazione, di spesa enorme, di consigli, di sentenze favorevoli, credei finalmente