Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 2, 1910 - BEIC 1838429.djvu/296

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
290 memorie inutili

commedia, appoggiando la parte del don Adone, resa sospetta dalle disseminazioni, ad un attore che ha con me della somiglianza, vestendolo di panni simili a’ miei, imitando la pettinatura de’ miei capelli e ammaestrandolo di gesti e di passi imitati, quantunque il carattere non avesse con me relazione, fu confermata per veritá la diceria, soccorsa dall’illusione preventiva e dalle allusioni immaginate dal popolo, e fui veduto prostituito e spettacolo esposto alle pubbliche risa e a’ schiamazzi dell’universale.

Soffersi con indifferenza una tale scandalosa prostituzione, colla lusinga che la commedia assai lunga e per se stessa noiosa non proseguisse; ma vedendo da quattro sere rinforzarsi il concorso, lo strepito popolare e l’applauso al personaggio indicato, vedendomi anche attorniato e mostrato a dito per le vie dalla plebe ne’ giorni trascorsi, dubitando che la voce d’un cosí fatto ludibrio possa giugnere a Napoli alla cui regia corte sono destinato per questo serenissimo dominio, temendo anche di poter essere incolpato d’indolenza a non presentarmi con un ricorso onde sia troncata l’inaudita temeraria comica venale licenza, altamente ferito nell’onore, si rassegna alla incomparabile giustizia di questo supremo tribunale il piú riverente ministro del senato, prossimo a rivestire la propria umiltá col fregio luminoso di sua stessa rappresentanza presso Sua Maestá siciliana, e profondamente umiliato implora un rifugio sotto la protezione della venerabile autoritá di Vostre Eccellenze. Grazia, ecc.

Dal canto mio non so dubitare che le veritá esposte in questo memoriale, in cui come vedete ho preservati per quanto ho potuto de’ vostri maestosi periodi, non avessero mossi que’ tre giudici supremi a troncare il corso del vostro non meno che del mio abborribile martirio.

Un tal ricorso non offendeva un tribunale senatorio di revisione che sulle vostre mosse aveva replicatamehte esaminata l’opera mia e licenziata, non attaccava gl’innocenti: metteva in vista soltanto una veritá innegabile, condannabile, ed era facile rincontrare il fatto coll’esame del mio originale, che allora era tra le mani de’ comici.

Si sarebbe veduta registrata di mio pugno in quell’originale la distribuzione e assegnazione delle parti da me fatta agli