Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 2, 1910 - BEIC 1838429.djvu/34

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28 memorie inutili

quel dramma innocente, risvegliando discorsi pubblici e un’illusione universale inestinguibile; lo fu per un suo incauto sparlare de’ Grandi che sostennero impuntigliati la innocenza e la esposizione di quell’opera anche contro le mie preghiere; e lo fu finalmente per una stomachevole venale malizia de’ commedianti, che niente ommette di ciò che può essere vantaggioso alla sua ingordigia, massime quando ella si trova spalleggiata e coperta da una protezione non sempre ben impiegata.

Tralascio per ora le mie riflessive ragioni convincenti in difesa della mia delicatezza. Non ho insogno né di logica né di colori rettoria. Se la sola mia semplice narrazione avvalorata da que’ testimoni onorati che nominerò e la pubblicazione con le stampe del mio dramma non persuadono della insidia arrischiata d’una comica, resa nimica non solo di me ma di tutti i suoi compagni de’ quali era divenuta il bersaglio, e delle false, imprudenti, boriose mosse e sopraffazioni in suo proprio danno usate dal Gratarol, mi do per vinto e in ’assoggetto alla sozza pittura che il suo orgoglio, i suoi effemminati puerili sospetti e la sua biliosa scostumata menzognera libellatrice penna lo indussero a ingegnarsi a fare di me in faccia al mondo, e m’assoggetto alla condanna di tutti i viventi.

Benché io fossi disuaso sempre maggiormente nell’animo mio del buon effetto sul pubblico del mio dramma, non poteva però piú impedire l’ingresso di quello in sul teatro, al cimento di ricevere delle urla dal pubblico.

Il Sacchi per tenere in riputazione la sua regnaia aveva sparsa la voce per tutta la cittá d’avere quella mia nuova opera da esporre. Il desiderio di divertimenti e di novitá sempre ardente in Venezia e (devo pur dire per gratitudine) la brama con cui i miei concittadini gentilmente trasportati per le mie inezie teatrali attendevano il mio dramma, massime per il capriccioso titolo delle Droghe d’amore che loro prometteva una saporita critica da spassarsi, e soprattutto l’abborrimento ch’ebbi sempre all’ostinazione e al troppo presumere del mio parere, mi trattenne di porre a campo altre difficoltá, e studiai solo ad apparecchiare l’animo mio alla sofferenza per quelle fischiate