Pagina:Grammatica filosofica della lingua italiana.djvu/128

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lOI DEI SUPERLA.T1VI Il vocabolo superlatisH) vien dal Latino; composto di mper^ sopra, e lativus^ portante ; cioè portante in su; e si chiama così perchè porta Taggettivo al più alto grado di sua forza. II superlativo, id genere, è dunque uno aggettivo. I. Egli mi dà GRANDiSSiMA molestia. B. 3. Preso un lume in una lantemetta , se ne andò in una ixinghìssì^ MA casa nel suo palazzo. B. 3. Faceva is più* beile f ave* le del mondo. B* 4* '^o sarò il miglior marito del mondo. B. Quantunque ad alcuni paia che vi siano due qualitk di superlativi, io trovo nella lingua italiana un solo agget- tivo superlativo, ed è quello che porta Taddiziooe in issi-^ mo. L* altro non è se non una comparazione ; e come de- nominai comparazioni e non comparativi le maniere di cui abbiamo ora trattato, formate per mezzo dei termini più o meno, e che^ cosi chiamerò comparazioni superlative quelle che si compongono d*un aggettivo preceduto dapià e dello articolo, come nel terzo esempio, o d*un comparativo prece- duto dalParticolo, come nel quarto. Grandissima e lunghis- sima de* primi due esempj son dunque superlativi; ma se si cambia Tespressione in comparazione superlativa, dicen- do, egli mi dà la più gran molestia del mondo^ si àk a quel- la più forza» Similmente dicendo egli è ottimo marito^ si fa oso deir aggettivo superlativo; ma come molti possono es- sere gli ottimi mariti^ bisognerà, per arrivare al maximum, dire egli è il migliormarito del mondo. Nulladimeno la com- parazione superlativa può esser anche inferiore alfaggetti- vo superlativo; perciò che, se di un dato numero di mariti si dice egli è il migliore, la persona rappresentata da egli l>otrebbe ben essere il migliore di quel dato numero, senza