Pagina:Grammatica filosofica della lingua italiana.djvu/264

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per aver (cosa da la quale potessero trarre il) mangiare^ si riparasHino. 5. Credendola acqua da (la quale si prende ii) berej tutta la befue, 6. Par persona da (cui si fa) bene , e costumato. £ così i*espressione dell* ultimo esempio, esser da molto^ significa esser (uomo da il quale si può far) moltoi dietro la quale espressione vanno tutte le altre simili uomo dapoco% da niente^ da tanto, da ciò; uomo da pia o da me-^ 7u> di un altro, ecc; la preposizione essendo apposta alla per- sona onde proviene la poca o molta capacità. D*una di que* sta forme s*è fatto un nome che patisce il plurale, come si Tede io questo esempio del Davanzati : Dappochi slam noi stati a tollerare tren£ anni e quaranta di soldo. La filosofia stoica riuscì più da contemplarsi e paghe g* giare in se stessa, che adoperarla per uso della vita. Bart«  Non si può sottintendere la preposizione da come fa qui il Bartoli innanzi al verbo adoperare ; e quel pronome /a che vien dopo è del tutto soverchio e senza appoggio. I. Le cominciò ad insegnare un calendario buono Vjì fanciulli. B. a. Io mi s^stirò da donna, e non sarò cono-* scinto. F. 3. Questa risposta non è stata Djì pazzo. F« 4* El" la lo nascose sotto una cesta da polli. B. 5. Comperate da venti botti da olio% ed empiutele^ se ne tornò in Palermo*^. 6. Altro non rimase di lui che una damigella (i) già da marito. B. (i) I moderni chiamano una damigella ragazza o signorina^ le ^ali ^e parole non si possono in buona lingua usare» Tuna per non essere ita- liana nel femminino, e Taltra per essere adoperata male a proposito; perché, parlando d*una damigella, e nominandola per nome, egli è errore il dire, per cMnpio, la àignorina Elisa^ non potendosi metterò un diminutÌTO col no- ne della persona^ e se si fii uso del titolo signora per una fimeiuUa, man- ca la graiìa. Io consiglierei dunipie che si adoperassero anche nel parlare