Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/156

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1929-1933: miscellanea i 149

quello delle classi medie, per non decimare apertamente e realmente il capitale delle classi alte dei maggiori detentori di ricchezza: il confronto tra paesi latini e paesi anglosassoni mette più in rilievo questa truffa colossale, che si è risolta in parte con l'inflazione e in parte con colpi di Stato»). Il primo progetto di stabilizzazione del franco belga del ministro Jansens falli in gran parte per aver omesso la sistemazione preventiva del debito fluttuante. La Francia provvide al debito fluttuante con la creazione di una cassa auto ❘8 noma di consolidamento ed ammortamento. A questa cassa furono destinati i proventi di alcune tasse e quelli della gestione dei tabacchi, in tutto 3700 milioni di franchi all'anno. Il pagamento di queste tasse può farsi con titoli di Stato, che vengono annullati: colla diminuzione dei titoli diminuisce l’interesse e la differenza disponibile va ad aumentare il fondo di ammortamento. Per un emendamento al progetto primitivo del governo l'ammortamento fu esteso a tutto il debito pubblico («cioè fu prolungata l'esistenza presumibile della Cassa»). Cosi in Francia si ottenne non solo di arrestare la ressa dei rimborsi, ma si ottennero nuove sottoscrizioni: il Tesoro fu rinsanguato; coi mezzi ordinari di Tesoreria potè procurarsi 14 miliardi, di cui 9 furono rimborsati alla Banca di Francia e 5 per acquisto di divise estere. Belgio: si procedette ad una conversione semicoattiva. Ai portatori dei buoni fu posta l'alternativa: o consentire il cambio dei buoni con azioni della società nazionale delle ferrovie belghe costituite dallo Stato, o farli stampigliare. I buoni dati in cambio delle azioni ferroviarie, i 3/4, furono distrutti; gli altri furono convertiti in nuovi buoni coll'interesse ridotto dal 7 al 3% e col rimborso subordinato non a scadenza fissa ma alle disponibilità avvenire del bilancio. Italia: conversione obbligatoria dei buoni del Tesoro in titoli del debito consolidato, con un premio ai portatori che ha aumentato il debito pubblico di circa 3 miliardi. «Non è il caso di discutere teoricamente quest'operazione che in fatto era inevitabile»*. Un recentissimo comunicato ai giornali, illustrando il conto del Tesoro a fine marzo, segnala l’esistenza di un fondo di cassa,