Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/305

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298 QUADERNO 3 (xx) ditata (sarebbe interessante conoscere le istruzioni manciate dal go¬ verno alle autorità locali); neanche i repubblicani se ne sono occupa¬ ti, nonostante che il Lazzaretti sia morto inneggiando alla repubblica (questo carattere del movimento deve aver specialmente contribuito a determinare la volontà del governo di sterminarlo) e per la ragione forse che nel movimento il repubblicano era legato all’elemento re¬ ligioso e profetico. Ma questo appunto mi pare sia la caratteristica principale di quell’avvenimento che politicamente era legato al non- expedit del Vaticano e mostrava quale tendenza sovversiva-popolare- elementare poteva nascere daH’astensionismo dei preti. (In ogni caso bisognerebbe ricercare se le opposizioni d’allora presero atteggiamen¬ to: bisogna tener conto che il governo era della sinistra appena anda¬ ta al potere e ciò spiegherebbe anche la tiepidezza nel sostenere una lotta contro il governo per l’uccisione delittuosa di uno che poteva essere presentato come un codino papalino clericale ecc.). Il Barzellotti, nota il Bulferetti, non fece ricerche sulla formazione di quella cultura cui si riferisce. Avrebbe visto che anche a Monte Amiata arrivavano allora in gran copia ( ! da dove lo sa il Bulferetti?) foglietti, opuscoli, e libri popolari stampati a Milano. Il Lazzaretti ne era lettore insaziabile e per il suo mestiere di barrocciaio aveva agio di procurarsene. Davide era nato in Arcidosso il 6 novembre 1834 e aveva esercitato il mestiere paterno fino al 1868, quando, da bestem¬ miatore si converti e si ritirò a far penitenza in una grotta della Sa¬ bina, dove «vide» l’ombra di un guerriero che gli «rivelò» di essere il capostipite della sua famiglia, Manfredo Pallavicino, figlio illegitti¬ mo di un re di Francia ecc. Un danese, il dottor Emilio Rasmussen trovò che Manfredo Pallavicino è il protagonista di un romanzo sto¬ rico di Giuseppe Rovani intitolato appunto Manfredo Pallavicino. L’intreccio e le avventure del romanzo sono passate tali e quali nella «rivelazione» della grotta e da queste rivelazioni si inizia la propa- 9 bis ganda religiosa del Lazzaretti. Il Barzellotti | aveva creduto invece che il Lazzaretti fosse stato influenzato dalle leggende del Trecento (le avventure del re Giannino, senese), e la scoperta del Rasmussen lo indusse solo a introdurre nell’ultima edizione del suo libro un vago accenno alle letture del Lazzaretti, senza però accennare al Rasmus¬ sen e lasciando intatta la parte del libro dedicata a re Giannino. Tut¬ tavia il Barzellotti studia il successivo svolgimento dello spirito del Lazzaretti, i suoi viaggi in Francia e l’influenza che ebbe su di lui il prete milanese Onorio Taramelli, uomo di fino ingegno e larga cultu¬ ra, che per aver scritto contro la monarchia, era stato arrestato a Mi¬ lano e poi era fuggito in Francia. Dal Taramelli Davide ebbe l’impul¬ so repubblicano. La bandiera di Davide era rossa con la scritta: «La repubblica e il regno di Dio». Nella processione del 18 agosto 1878, in cui David fu ucciso, egli domandò ai suoi fedeli se volevano la re¬ pubblica. AI «si» fragoroso egli rispose: «la repubblica incomincia da oggi in poi nel mondo; ma non sarà quella del '48; sarà il regno di Dio, la legge del Diritto succeduta a quella di Grazia». (Nella rispo¬ sta di David ci sono alcuni elementi interessanti, che devono essere