Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/387

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380 QUADERNO 3 (xx) § {107). Le classi sociali nel Risorgimento. Vedere il volume di Niccolò Rodolico, Il popolo agli inizi del Risorgimento, Firenze, Le Monnier, 8°, pp. 312. Nello statuto della Società Esperia fondata dai fratelli Bandiera si diceva: «Non si facciano, se non con sommo ri¬ guardo, affiliazioni tra la plebe, perché dessa quasi sempre per natura è imprudente e per bisogno corrotta. È da rivolgersi a preferenza ai ricchi, ai forti e ai dotti, negligendo i poveri, i deboli, gli ignoranti»1, Bisogna raccogliere tutte le osservazioni che nel primo periodo del Risorgimento (prima del 48) si riferiscono a questo argomento e ve¬ dere donde (è) originata questa diffidenza: processi del 21 in Pie¬ monte, differenza nell’atteggiamento dei soldati e degli ufficiali - i sol¬ dati o tradirono o si mostrarono molto deboli nell’istruzione dei pro¬ cessi Atteggiamento di Mazzini prima del 1853 e dopo: vedere le sue istruzioni a Crispi per la fondazione di sezioni del Partito d’Azio- ne in Portogallo, con la raccomandazione di mettere operai nei Co¬ mitati 2. Cfr Quaderno ip (x), pp. 129-30. § (108). L’equazione personale. I calcoli dei movimenti stellari sono turbati da quella che | gli scienziati chiamano Inequazione per¬ sonale» che bisogna correggere. Vedere esattamente come si calcola questo errore e come esso si verifica e con quali criteri. In ogni modo la nozione di «equazione personale» può essere utile anche in altri campi. % Cfr Quaderno 26 (xn), p. 3. § (109). 7 nipotini di Padre Bresciani. Italo Svevo e i letterati ita¬ liani. Italo Svevo fu «rivelato» da James Joyce. Commemorando lo Svevo la «Fiera letteraria» “ sostenne che prima di questa rivelazio¬ ne c’era stata la «scoperta» italiana: «In questi giorni parte della stampa italiana ha ripetuto l’errore della “scoperta francese”; anche i maggiori giornali par che ignorino ciò che pure è stato detto e ripe¬ tuto a tempo debito. È dunque necessario scrivere ancora una volta che gli italiani colti furono per Ì primi informati dell’opera dello Sve¬ vo; e che per merito di Eugenio Montale, il quale ne scrisse sulle ri¬ viste 1’"Esame” e il Quindicinale”, lo scrittore triestino ebbe in Italia il primo e legittimo riconoscimento. Con ciò non si vuol toglie¬ re agli stranieri nulla di quanto spetta loro; soltanto, ci par giusto che nessuna ombra offuschi la sincerità e, diciamo pure, la fierezza (!!) del nostro omaggio all’amico scomparso» («Fiera letteraria»® del •Nel ms: «Italia letteraria».