Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/406

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1930: (miscellanea) 399 altissima voce, e deve perciò nascere nella società civile. Questa gente, che è stata antimassonica, finirà col ricono¬ scere la necessità della massoneria. Problema «Riforma e Rinascimento» altre volte accennato. Posizione del Croce (il Cione è un crociano) che non sa (e non può) popolariz- zarsi, cioè «nuovo Rinascimento» ecc. § (141). La funzione internazionale degli intellettuali italiani. Nell’ics dell’ottobre 1929 Dino Provenzal, nella rubrica «Libri da fare» propone: Una storia degli Italiani fuori d'Italia, e scrive: «L’invocava Cesare Balbo tanti an¬ ni fa, come ricorda il Croce nella sua recente Storia della età barocca in Italia. Chi raccogliesse notizie ampie, sicure, documentate, intorno all’opera di nostri connazionali esuli, o semplicemente emigrati, mostrerebbe un lato ancora igno¬ to dell’attitudine che gli Italiani hanno sempre posseduto a diffondere idee e costruire opere in ogni parte del mondo. Il Croce, nel ricordare il disegno del Balbo, dice che questa non sarebbe storia d’Italia. Secondo come s’intende: storia del pensiero e del lavoro italiano si» \ Né il Croce né il Provenzal intendono ciò che potrebbe essere questa ricerca. Vedere e studiare questa parte del Croce, che vede il fenomeno, mi pare, troppo legato (o esclusivamente legato) alla Controriforma e alle condizioni dell’Italia nel Seicento. Ora è certo invece che proprio la Controriforma doveva automaticamente accentuare il ca¬ rattere cosmopolitico degli intellettuali italiani e il loro di¬ stacco dalla vita nazionale. Botero, | Campanella ecc. sono politici «europei» ecc. « § ( 142 ). I limiti dell'attività dello Stato. Vedere la di¬ scussione avvenuta in questi anni a questo proposito: è la discussione più importante di dottrina politica e serve a se¬ gnare i confini tra liberali e non liberali. Può servire di pun¬ to di riferimento il volumetto di Carlo Alberto Biggini, Il fondamento dei limiti all'attività dello Stato, Città di Ca¬ stello, Casa Ed. «Il Solco», pp. 150, L. 10. L’affermazione