Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, II.djvu/476

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1932 : ( MISCELLANEA ) 1151 § mantenere il bilinguismo o tendere, per mezzo dell’istru¬ zione, a far scomparire la lingua indigena. Ormsby Gore, ex sottosegretario alle colonie, sostenne che era un errore il tentare di snaturalizzare le tribù africane e si dichiarò favo¬ revole ad una educazione tendente a dare agli africani il sen¬ so della propria dignità di popolo e la capacità di governarsi da sé. Nel dibattito che segui la comunicazione dell’Ormsby «mi colpirono le brevi dichiarazioni di un africano, credo che fosse uno zulù, il quale tenne ad affermare che i suoi, di¬ ciamo cosi, connazionali, non avevano alcuna voglia di di¬ ventar europei; si sentiva nelle sue parole una punta di na¬ zionalismo, un leggero senso di orgoglio di razza». «Non vogliamo esser inglesi»: a questo grido che pro¬ rompeva spontaneo dal petto dei rappresentanti degli indi¬ geni delle colonie britanniche dell’Africa e dell’Asia, faceva eco l’altro grido dei rappresentanti dei Dominions: «Non ci sentiamo inglesi». Australiani e canadesi, cittadini della Nuova | Zelanda e dell’Africa del Sud erano tutti concordi neH’affermare questa loro indipendenza non solo politica, ma anche spirituale. Il prof. Cillie, preside della facoltà di lettere in una università sudafricana, aveva argutamente os¬ servato che l’Inghilterra, tradizionalista e conservatrice, vi¬ veva nello ieri, mentre essi, i sud-africani, vivevano nel do¬ mani \ 4 % % § (88). [Machiavelli]. Grandi potenze. La misura suprema della grande potenza è data dalle guerre. Il concetto di grande potenza è strettamente legato alle guerre. Entrando in alleanze per una guerra, e oggi ogni guerra presuppone dei sistemi di forze antagonistiche, è grande potenza quella che al momento della pace è riuscita a conser¬ vare il rapporto delle forze con gli alleati, per essere in grado di far mantenere i patti e le promesse fatte all'entrata in guerra. Ma uno Stato che per entrare in guerra ha bisogno di grossi prestiti, che ha bisogno continuo di armi e munizioni per i soldati, di vettovaglie per l’esercito e per la popolazione civile, di navi per il trasporto, che cioè non può fare la guerra senza l’aiuto continuo degli alleati, che per qualche tempo dopo la pace ha ancora bisogno di aiuti specialmente di vettovaglie e in prestiti o altre forme di aiuti finanziari, come può essere uguale ai suoi alleati e imporsi perché mantengano le promes¬ se? Un simile Stato non è considerato grande potenza altro che nelle carte diplomatiche, ma nella realtà è considerato come un semplice