Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, II.djvu/757

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1432 QUADERNO II (xVIIl) servazioni puramente empiriche di arte politica e di canoni esterni di ricerca storica? Le risposte a queste domande non si hanno nel libro, eppure esse solo sarebbero una teoria. Cosi non è giustificato il nesso tra il titolo generale Teoria ecc. e il sottotitolo Saggio popolare2. Il sottotitolo sarebbe il titolo più esatto se al termine di «sociologia» si desse un significato molto circoscritto. Infatti si presenta la quistio¬ ne di che cosa è la «sociologia»? Non è essa un tentativo di una cosidetta scienza esatta (cioè positivista) dei fatti socia¬ li, cioè della politica e della storia? cioè un embrione di filo¬ sofia? La sociologia non ha cercato di fare qualcosa di simi¬ le alla filosofia della praxis? Bisogna però intendersi: la filo¬ sofia della praxis è nata sotto forma di aforismi e di criteri, pratici per un puro caso, perché il suo fondatore ha dedi¬ cato le sue forze intellettuali ad altri problemi, specialmen¬ te economici (in forma sistematica): ma in questi criteri pratici e in questi aforismi è implicita tutta una concezione del mondo, una filosofia. La sociologia è stata un tentativo 40 bis di creare un metodo della scienza storico-politica, | in di¬ pendenza di un sistema filosofico già elaborato, il positivi¬ smo evoluzionistico, sul quale la sociologia ha reagito, ma solo parzialmente. La sociologia è quindi diventata una ten¬ denza a sé, è diventata la filosofia dei non filosofi, un tenta¬ tivo di descrivere e classificare schematicamente fatti stori¬ ci e politici, secondo criteri costruiti sul modello delle scien¬ ze naturali. La sociologia è dunque un tentativo di ricavare «sperimentalmente» le leggi di evoluzione della società umana in modo da «prevedere» l’avvenire con la stessa cer¬ tezza con cui si prevede che da una ghianda si svilupperà una quercia. L’evoluzionismo volgare è alla base della so¬ ciologia che non può conoscere il principio dialettico col passaggio della quantità alla qualità, passaggio che turba ogni evoluzione e ogni legge di uniformità intesa in senso volgarmente evoluzionistico. In ogni caso ogni sociologia presuppone una filosofia, una concezione del mondo, di cui è un frammento subordinato. Né bisogna confondere con la teoria generale, cioè con la filosofia, la particolare «logica» interna delle diverse sociologie, logica per cui esse acquista¬ no una meccanica coerenza. Ciò non vuol dire naturalmente