Pagina:Guerrazzi - L'asino, 1858, I.djvu/152

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Un’altra volta la società fu la stessa; la messa diversa; perocchè il disotto comparisse umano, il disopra e la testa asinini. Ma cotesta società fu breve e infelice, e la Natura la sciolse a petizione nostra, non vostra. Comechè dalla calunnia massimamente rifugga, dubito forte, che in cotesta occasione da voi ci venissero attaccati certi vizii pei quali la prisca purità dei nostri costumi si trovò ad avere sofferto non mediocre alterazione. — Mette il suggello alla materia Aristotile meritamente salutato principe della filosofia raccontando, che Aristosseno greco, non mica volgare, ma sì di quelli che vanno per la maggiore, amò un’Asina, e n’ebbe una figlia chiamata dai Greci Onosceli, ed Empusa, imperciocchè comparendo la fanciulla in ogni parte del suo corpo per eccellenza formosa, solo della madre ritenne li zoccoli in luogo di piedi umani; di che la grulla invece di vantarsi menava infinito rammarichio82. L’Heine ci dà ad intendere come certa donna, sentendo la predica di un padre Gesuita, fece un Asino e ci ragguaglia del caso con queste parole: — nel suo occhio (capisci l’occhio del reverendo padre) stava soda una lacrima quasi