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Pagina:Guicciardini, Francesco – Dialogo e discorsi del reggimento di Firenze, 1932 – BEIC 1843020.djvu/220

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214 discorsi del reggimento di Firenze


a uno vivere simile; el quale chi vuole imitare, bisogna che levi via non solo le possessione, ma e’ danari, le mercatantie, el commerzio de’ forestieri ed ogni umanitá, e non provegga nelle possessioni sole, perché volendo valersi di quello esemplo, è necessario seguitarlo in tutto o non ne fare menzione, e chi volessi tenere quella via, bisognerebbe avere le arme in mano come loro, altrimenti crederresti fare bene e faresti male. Perché, poi che voi non siate dati alle arme e sarebbe diffícile a persuadervi che voi le pigliassi e lasciassi le mercatantie ed e’ traini vostri antichi di vivere, come potete voi difendere lo stato vostro se non con le ricchezze, con le quali conducete e’ soldati forestieri e fate le altre prò visione che bisognano a difendere questo dominio e la vostra libertá?

Sono adunche cose facili a ragionare, ma diffícili, e per dire meglio, forse impossibili a esequirle; perché tutte non si possono fare, e chi ne fa una e non le altre, disordina e non ordina, e chi vuole disfare chi ha possessione e mantenere e’ mercatanti e chi ha danari, come ha detto questo nostro collegio, dice cose contrarie, perché non si può guastare l’una che non si indebolisca l’altra; perché se al mercatante o al danaroso è proibito el comperare quantitá di possessione ed assicurare uno stato fermo a’ suoi figliuoli, giá bisogna si raffreddi la voglia di fare mercatantie e travagliare tuttodí tutto in aria, poi che non può posare uno piede in terra, e poi che manca uno di quegli fini per li quali e’ mercatanti sogliono travagliare, cioè di fare tanto stabile, che ciascuno de’ suoi figliuoli si possa mantenere onorevolmente; el quale levandogli, se gli tagliano le braccia, e non avendo dove smaltire el suo mobile grosso, perché non si può sempre impiegare ogni cosa in mercatantie, e quando bene si possa, gli uomini veggono volentieri una parte dello stato suo al sicuro, e però o gli terranno nella cassa inutilmente, o gli presterranno a usura, che è cosa perniziosa e vituperosa; e queste saranno le virtú che nasceranno dal battere chi ha possessione.

Ma diciamo piú oltre: se si comincia con queste disonestá a tórre al ricco le sue possessione ed a governare la cittá con