Pagina:Guicciardini, Francesco – Storia d'Italia, Vol. II, 1929 – BEIC 1846262.djvu/280

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
274 storia d'italia

altri capitani né altre genti per difendersi che quelle che avanzavano della rotta spogliate di forze e di animo, i popoli sudditi a quello dominio o inclinati a ribellarsi o alieni da tollerare per loro danni e pericoli, il re di Francia, con esercito potentissimo e insolente per la vittoria, disposto a seguitare il corso della prospera fortuna, al nome solamente del quale essere per cedere ciascuno; e se a lui solo non avevano potuto resistere, che sarebbe venendo innanzi il re de’ romani, il quale si intendeva appropinquarsi a’ confini loro, e che ora invitato da tanta occasione accelererebbe il venire? mostrarsi da ogni parte pericoli e disperazione con pochissimi indizi di speranze. E che sicurtá avere che nella propria patria, piena di innumerabile moltitudine, non si suscitasse, parte per la cupiditá del rubare parte per l’odio contro a’ gentiluomini, qualche pericoloso tumulto? Giá (quel che è l’estremo grado della timiditá) reputavano certissimi tutti i casi avversi i quali si rappresentavano alla immaginazione propria che potessino succedere; e nondimeno, raccolto in tanto timore il meglio potevano l’animo, deliberorno di fare estrema diligenza di riconciliarsi per qualunque modo col pontefice col re de’ romani e col re cattolico, senza pensiero alcuno di mitigare l’animo del re di Francia, perché, dell’odio suo contro a loro non manco diffidavano che e’ temessino delle sue armi: né posti perciò da parte i pensieri di difendersi, attendendo a fare provisione di danari, ordinavano di soldare nuova gente per terra e, temendo della armata che si diceva prepararsi a Genova, accrescere insino in cinquanta galee l’armata loro, della quale era capitano Angelo Trevisano.

Ma preveniva tutti i consigli loro la celeritá del re di Francia, al quale dopo l’acquisto di Brescia si era arrenduta la cittá di Cremona, ritenendosi ancora per i viniziani la fortezza; la quale benché fortissima arebbe seguitato l’esempio degli altri (avendo massime, ne’ medesimi dí, fatto il medesimo la fortezza di Pizichitone)..., se il re avesse consentito che tutti ne uscissino salvi; ma essendovisi ridotti dentro molti gentiluomini viniziani, e tra gli altri Zacheria Contareno ric-