Pagina:Guicciardini, Francesco – Storia d'Italia, Vol. V, 1929 – BEIC 1848561.djvu/133

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libro decimottavo- cap. vi 127

tini in qualche speranza e da altro canto essere pronti a pigliare i partiti di giorno in giorno, ordinorno che il duca di Urbino partisse il quarto dí di aprile da Casalmaggiore, mandando la cavalleria per la via di Po dalla parte di lá e la fanteria per il fiume. Il quale, dimostrando qualche timore per la andata degli imperiali in Romagna, mandò dumila fanti de’ viniziani a guardia del suo stato; benché per molti si dubitasse, e per il pontefice particolarmente, che secretamente non avesse promesso a Borbone di non gli dare impedimento al passare in Toscana.

Il duca di Borbone in questo mezzo, cercando da ogni parte vettovaglie, delle quali era in somma necessitá, mandò una parte dello esercito a Cotignuola: la quale terra benché forte di muraglia, battuta che l’ebbe [con] pochi colpi, ottenne per accordo: perché gli uomini della terra, come molti altri luoghi di Romagna, temendo delle rapine de’ soldati amici, gli avevano recusati. Presa Cotignuola, mandò a Lugo i quattro cannoni; e per provedersi di vettovaglie e per impedimento dell’acque, soprastette tre o quattro dí in su il fiume di Lamone; dipoi, il terzodecimo dí di aprile, passato il Montone, alloggiò a Villafranca, lontana cinque miglia da Furlí: nel quale dí il marchese di Saluzzo svaligiò cinquecento fanti, quasi tutti spagnuoli, che andavano sbandati cercando da vivere, verso Monte Poggiuoli, come andava per la necessitá quasi tutto il resto dello esercito. Alloggiò Borbone, il quartodecimo dí, sopra strada alla volta di Meldola, cammino da passare in Toscana per la via di Galeata e di Val di Bagno; sollecitandolo molto i sanesi, che gli offerivano copia di vettovaglie e di guastatori; e camminando con l’abbruciare i tedeschi tutti i paesi donde passavano, assaltorono la terra di Meldola, che si arrendé e nondimeno fu abbruciata. Il quale dí ebbe la nuova che il viceré, con consentimento del La Motta mandato a questo effetto da lui, aveva, il dí dinanzi, capitolato in Firenze: che, non si partendo nelle altre cose anzi riconfermando la capitolazione fatta in Roma, dovesse il duca di Borbone cominciare infra cinque dí prossimi a ritirarsi con