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210 storia d'italia

pure di nuovo Filippino, per molta instanza che gli fu fatta, nel golfo di Napoli. E a’ ventisette non erano ancora finite le trincee cominciate per serrare la via di verso Somma; e gli spagnuoli ogni dí correvano e rompevano le strade, conducendo dentro quantitá grande di carnaggi: a che i cavalli del campo gli facevano poco ostacolo, perché cavalcavano rarissime volte. E Lautrech, cominciando a desiderare supplemento di fanti ma non cedendo in tutto a’ consigli degli altri, instava che di Francia gli fussino mandati per mare seimila fanti di qualunque nazione, perché per la carestia e infermitá ne partivano molti del campo; e in tante difficoltá cominciava a essere solo a sperare la vittoria, fondandosi in su la fame: né aveva però fatto altro progresso, intorno alle mura di Napoli, che levare l’acqua a uno mulino di che quegli di dentro si servivano.

Procedeva in questo tempo in Calavria Simone Romano, con dumila fanti tra corsi e paesani. Al quale benché si fussino opposti... Sanseverino principe di bisignano e... figliuolo di Alarcone con mille cinquecento fanti del paese, nondimeno difficilmente lo sostenevano; donde il figliuolo di Alarcone si ritirò in Taranto, lasciato il principe in campagna: ma poco dipoi Simone Romano acquistò Cosenza per accordo; e dipoi, nella occupazione di una terra vicina, prese il principe di Stigliano e il marchese di Laino suo figliuolo con due altri suoi figliuoli. Ma in Puglia, quegli che tenevano Manfredonia in nome di Cesare scorrevano per tutto il paese, non resistendo loro i cavalli e i fanti de’ viniziani, i quali erano andati all’acquisto di quelle terre. Né erano al tutto quiete le cose in terra di Roma; perché Sciarra Colonna avendo preso Paliano, non ostante fusse stato difeso in nome del pontefice per la figliuola di Vespasiano, lo recuperò l’abate di Farfa, facendo prigioni Sciarra e Prospero da Cavi: benché Sciarra, per opera di Luigi da Gonzaga, si fuggisse.

Ma mentre che intorno a Napoli si travaglia con queste difficoltá e con queste speranze, Antonio de Leva, presentendo che la cittá di Pavia, nella quale era Pietro da Longhena con