Pagina:Guicciardini, Francesco – Storia d'Italia, Vol. V, 1929 – BEIC 1848561.djvu/89

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libro decimosettimo - cap. xiv 83

tica per maggiore sua giustificazione, e per dare causa al re di Inghilterra di soprasedere l’entrare nella lega; raffreddare con questa speranza le provisioni de’ collegati; e indurre poi, co’ mezzi del trattarla, qualche gelosia e diffidenza tra loro. E nondimeno sollecitava da altro canto le provisioni dell’armata, che si diceva essere di quaranta navi e di seimila fanti pagati. Per sollecitare la partita della quale, che si metteva insieme nel porto tanto memorabile di Cartagenia, partí a’ ventiquattro dí di settembre dalla corte il viceré; dimostrandosi Cesare molto piú pronto e piú sollecito alle faccende che non faceva il re di Francia: il quale, ancora che stretto da interessi sí gravi, consumava la maggiore parte del tempo in piaceri di caccie di balli e di intrattenimenti di donne. I figliuoli del quale, disperata la osservanza dell’accordo, erano stati condotti a Vagliadulit. Costrinse la venuta di questa armata il pontefice, sospettoso della fede del viceré e degli spagnuoli, ad armarsi. Però non solo chiamò a Roma Vitello con la compagnia sua e de’ nipoti, ma eziandio cento uomini d’arme del marchese di Mantova e cento cavalli leggieri di Pieromaria Rosso, e dallo esercito gli furono mandati dumila svizzeri a spese sue e tremila fanti italiani; e nondimeno continuava in affermare di volere andare in Spagna ad abboccarsi con Cesare: da che lo dissuadevano quasi tutti i cardinali, massime non andando a cosa certa, e confortandolo a mandare prima legati.

Ritornato il duca d’Urbino all’esercito, e senza speranza alcuna di ottenere o con la forza dell’armi o con la fame Milano, e facendo i capitani dell’armate grandissima instanza che si mandassino genti a molestare per terra Genova, deliberò, per potere fare questo effetto, discostarsi con l’esercito dalle mura di Milano; ma disposte le cose in modo che continuamente fussino impedite le vettovaglie che andassino a quella cittá. Però dette principio alla fortificazione di Moncia, per potervi lasciare genti le quali attendessino a molestare le vettovaglie che si conducevano del monte di Brianza e di altri luoghi circostanti; e fortificata l’avesse, trasferire