Pagina:Guida al Lago d'Iseo.djvu/118

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gomenta ch’era frazione di Edolo, e da quello della di lui contrada Vico, appare essere antico. Nella di di lui parrocchiale si ammira un quadro di Sassoferrato rappresentante S. Gregorio Magno. In Cortenedolo serbossi l’antica tradizione di muratori migranti, come i magistri comacini. — Abitanti 661.


Corteno è sito più grosso, contò il 31 dicembre 1881 1758 abitanti partiti in otto frazioni, delle quali l’una si disse Pisogneto, ovvero piccolo Pisogne, dai traffici che vi si facevano cogli Svizzeri, perchè anche la Valtellina, sino al 1797 per quattro secoli fu Svizzera. Corteno ha miniere di ferro misto ad altri metalli, e per quelle ebbe sino a tre piccoli forni, cessati dopo il 1815. Vi si coltivano saraceno, frumento primaverile, segale primaverile ed autunnale, e si fanno tre fenazioni al piano due al monte. La chiesa di S. Martino in Corteno si trova nominata in carta del 1032. È paese ricco di bestiame, ed i cui abitanti per antica consuetudine migrano ad esercitare l’arte del salamaio nella Lombardia e nel Veneto, ed ora anche in America, specialmente a Montevideo.

Al sommo della via d’Aprica è l’albergo detto Belvedere per l’ampia e vaga scena della Valtellina che vi si gode.