Pagina:Guida della montagna pistoiese 1878.djvu/36

Da Wikisource.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
26 regime idraulico dei fiumi


pensato di profittare del benefico elemento, conducendolo in canali manufatti o gore, che servono a muovere non pochi opificii, e alla irrigazione dei terreni. Dell’utile che dalle acque correnti ne è derivato alle manifatture del ferro e della carta sulla montagna pistoiese, e anche nei dintorni di questa città, ne parleremo in appresso. Ma quanto alla irrigazione, tanto utile per l’agricoltura, è d’uopo confessare che è assai limitata, mentre le acque dell’Ombrone non si raccolgono, nè si deviano che con mezzi molto imperfetti, pe’ quali gran parte di essa va perduta. Infatti a maestro di Pistoia, a Gello, presso il ponte Asinaio, una chiusa a secco con piccoli pali e rami è il solo mezzo che s’impiega per raccogliere le acque di quel fiume: le quali, secondo la legge Bartolina del 1525, tradotte in apposita gora, che poco oltre suddividesi in due (la gora e il goricino) e penetrano in città, non bastano in estate ai bisogni delle manifatture e della irrigazione. A questo però intendevano nel 1853 le cure del Municipio Pistoiese perchè fossevi provveduto.

Valle di Nievole. — Poco è da dire sul regime delle acque che scorrono tra la catena dei monti di Calamecca e l’Appennino, scaricandosi per la Lima nel Serchio: imperciocchè quei precipitosi torrenti scendono incassati fra i monti, in modo molto simile al Reno, alle due Limentre, ec, come sopra dicemmo. Solo in alcuni punti trovandosi addossata al nucleo solido del monte una crosta terrosa assai