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214 I DINTORNI DI FIRENZE.

questa villa. Quando Giovanni venne a morte nel 1621, i Medici, per levarsi una vergogna d’addosso, facevano annullare il matrimonio della Vernazza. Morendo, essa diseredò il figlio Giovan Francesco che era giunto ad accusarla siccome strega e lasciò eredi i frati Celestini di S. Michele Visdomini.

La villa era stata venduta nel 1662 a Monsignore Lodovico Incontri dal Principe Francesco; ma i frati Celestini, nel 1667 riuscirono a fare annullare la vendita e nel 1670 l'alienavano al Capitano Gio. Francesco Cardi da Cigoli. Il Marchese e Senatore Carlo di Tommaso Strozzi vi entrò in possesso nel 1690 per la dote della moglie Maddalena Cardi e, dotto com’egli era negli studi delle cose antiche, raccolse in questo luogo un prezioso museo lapidario. La collezione dell’iscrizioni romane che era forse la più numerosa e più rara di Firenze, venne degnamente illustrata nella sua grande opera dal celebre Proposto Gori. Essa sussiste ancora in gran parte nel cortile interno di questa villa, insieme a frammenti di bassorilievi, statue, vasi ed altre sculture Antiche. La villa della Macine appartenne lungamente alla famiglia Casamorata, poi venne acquistata dall’illustre attore Ernesto Rossi che vi eseguì varj lavori d’abbellimento.

La Piazzola. - Villa Labouchère. — Sul finire del XIV secolo era casa da signore di una famiglia Dell’Accetta che la possedette fino all’anno 1469 nel quale Niccolò e Zanobi di Migliore la vendevano ad Antonio Del Cittadino. Questi la rivendè nel 1490 a Benedetto de’ Ridolfi di Piazza e da’ Ridolfi la comprava nel 1577 Pietro Montaja uno spagnuolo della corte Medicea. Alla morte di lui fu alienata nel 1589 a Gostanza di Giovanni Arrighi, che nel 1597 la vendeva al proprio marito Baldassarre De Lesmes D’Astudillo un altro gentiluomo spagnolo che s’era fatto fiorentino. Dagli eredi di lui l’acquistava nel 1607 il Marchese Donato di Michelangiolo Baglioni di Perugia. In casa Baglioni restò la villa fino al 1 ottobre del 1647 giorno in cui la faceva comprare il Marchese Carlo d’Ottavio Gerini i discendenti del quale la possedettero fino al secolo scorso. Le ricche famiglie che si succedettero nel