Pagina:Guittone d'Arezzo – Rime, 1940 – BEIC 1851078.djvu/255

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di frate guittone d'arezzo 251

207

Risposta di fra Guittone: solo Dio può giudicare; l’uomo non ha se non ciò che semina.


     Giudicare e veder del tutto fermo,
amico, non perten ch’ai divin occhi;
e sovente veden san’omo ’nfermo
4e stimian palpar seta e palpian sprocchi;
     vencer creden senza ferita schermo,
ove fuggir n’è tardo avan rei stocchi.
Ciò pensando non guerr’amo guer mo,
8ché ’l corpo mio non ferro amo ’l tocchi.
     Catun recoglier de’de ch’el somenza,
ché ’l mal frutt’ha renduto el crudel seme,
11che tanto fo sementato in comenza.
     Ben fa ciascun ciò che venir po, teme,
e non che fu gran tempo; e la semenza
14a ben comun veder vorriane inseme.

208

Il giudice Ubertino ritiene pazza la condizione di Guittone dopo la conversione.


     Se ’l nome deve seguitar lo fatto,
vera vita è la tua, fra Guittone;
e se saver è far vita d’om matto,
4ancora è bona tua condizione;
     ma s’elli è danno perder senza accatto,
tutto mi piace assai religione,
e’ non te cambieria de vita in patto,
8se mi giungessi assai d’orazione.
     Ancor te ’l pogna l’om pur per savere,
che de pura coscienza e nigrettosa
11se’ dato a povertá e male avere,
     e io ben te ne pregio in qualche cosa,
perché fai vita, quanto al mi’ parere,
14leggera a Dio e al mondo noiosa.