Pagina:Hoffmann - Racconti II, Milano, 1835.djvu/42

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simile. — Ebbene che cosa è dunque? disse l’archivista Lindhorst; quello che vi ho narrato or ora è tutto quello che si può dire di più verisimile, ed appartiene in qualche modo alla storia della mia vita. Poichè io cavo la mia origine dalla valle suddetta; e il fior di giglio che l’amore mise sul trono era la nonna della nonna della nonna di mia nonna, dal che risulta ch’io stesso son principe.

Tutti gettarono uno scoppio di risa.

«Ridete come vi piacerà, continuò 1’archivista Lindhorst, il magro racconto che vi ho fatto di tante meraviglie potrà forse sembrarvi inverisimile o stravagante; ma sappiate che lungi dall'essere una finzione o una allegoria, esso è letteralmente vero. Senza dubbio, se avessi saputo che la storia deliziosa di quest'amore al quale devo la vita, vi sembrasse sì poco degna della vostra attenzione, vi avrei invece comunicata qualche nuova che mio fratello mi diede jeri venendomi a visitare.» — «E come! voi avete un fratello, signor archivista? — Ov’è egli? ove sta dunque? — È egli come voi al servizio del re? — O sarebbe forse un dotto che conduce una vita privata?