Pagina:I Duelli Mortali Del Secolo XIX, Battistelli, 1899.djvu/256

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4 ottobre; ma la polizia, che n’ebbe sentore, perseguitò con tanta insistenza i duellanti, che si videro costretti a rinviare la partita all’indomani.


Il mercoledì, 5, per evitare le noie della polizia, pensarono di recarsi alla Colonia, sulla costa orientale, nel vicino Uraguay.

Una volta sul terreno, pare che i padrini del Torre che dessero se il dott. Valentini era disposto a fare ampia ritrattazione; e la risposta fu quale da Valentini si poteva aspettare: «Son matti!»

Sopraggiunge l’avvocato Delcasse con intenzioni di pace; ma il buon avvocato sprecò il suo latino. Però, ottenne che i sette passi si cambiassero in quattordici, un po’.... lunghi.

— Correte il rischio di uccidervi entrambi, dice Delcasse. Vediamo se si può accomodare!

— Questo poi no — replica Valentini — io non voglio uccidere nessuno, perchè desidero conservare le mani nette di sangue.

E da anima generosa, quale era, mantenne, come sempre, la promessa, puntando basso, tanto che la sua palla andò a conficcarsi nel suolo davanti, ma molto davanti al Torre.

Delcasse:

— Da che parte, Valentini, portate l’orologio?

— A sinistra, come di costume.

— Mettetelo a destra, perchè è sempre un riparo. Molte volte l’orologio ha salvato la vita al suo proprietario.

— E perfettamente inutile, caro avvocato; se la palla ha da arrivare, arriverà con o senza orologio.

E scosse le spalle, Valentini, con suprema indifferenza.

L’avvocato Delcasse, che amava il Valentini, insiste e finisce per dargli il suo orologio, dicendogli:

— Mettetelo nel taschino di destra. È un ricordo di mia madre; vi porterà fortuna.