| Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta. |
| 292 |
Alle 2,10 Cavallotti, accompagnato da’ suoi padrini Bizzoni e Tassi, giunse sul terreno dello scontro e pochi momenti dopo vi giunse Macola, insieme ai suoi padrini Fusinato e Donati e al medico Cervelli.
Molti deputati ed amici dei duellanti attendevano le notizie sull’esito della lotta nei pressi della Villa.
L’on. Tassi così narrò lo svolgersi del combattimento:
«Comandava il terreno l’on. Fusinato; assistevano come medici, i dottori Montenovesi e Cervelli. Il primo fu per Cavallotti, il secondo per Macola.
«Dopo le formalità d’uso, gli avversari furono posti in guardia.
«Macola manteneva una guardia bassa; Cavallotti, dopo qualche istante attaccò e il Macola, senza parare, allungava il braccio, dirigendo la punta in alto[1]. Vi fu un momento che parve che la punta della sciabola di Macola avesse toccato il petto di Cavallotti. Fu intimato l’alt; ma non si constatò alcuna lesione.
«Alla seconda ripresa del combattimento il giuoco da ambe le parti non mutò; e negativi furono gli attacchi.
«Il terzo assalto non differì dai precedenti; si gridò alt essendosi vista la punta della sciabola di Macola colpire Cavallotti alla bocca, mentre Macola scartava a destra.
«Cavallotti non se n’era accorto. Però, fermatosi, portò la mano alla bocca e mentre chiedeva a Montenovesi ed a Bizzoni, che lo osservassero: — Che cosa è? — gli uscì un fiotto di sangue.
«Appoggiato al braccio di Tassi e di Bizzoni, Cavallotti camminando per cinque passi entrò nel piccolo oratorio della villa, ove tutto era preparato largamente per le medicature.
«Al dottor Montenovesi si unirono subito i dottori Cervelli e Ascensi.
«Cavallotti fu fatto sedere, mentre seguitava a uscire il sangue a fiotti. Era difficilissimo scoprire il punto leso, an-
- ↑ Infatti i tecnici consigliano di agire in tal guisa per arrestare l’avanzata dell’avversario e per conservare la misura.